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domenica 7 gennaio 2018
FLORA E FAUNA
La flora
delle Marche è costituita dall'insieme delle specie vegetali che vi
crescono spontaneamente; si tratta di circa 3.000 piante che sono
distribuite nei più svariati ambienti, dalla fascia costiera a
quella montana ed alto montana.
Alcune di esse risultano diffuse quasi ovunque come la primula (Primula vulgaris), una delle prime specie a fiorire a primavera con i suoi grandi fiori gialli.
Altre, le cosiddette specie endemiche si rinvengono in aree molto più limitate.
Una specie endemica delle Marche, estremamente rara e localizzata, è Moehringia papulosa, una cariofillacea, a forma di denso cuscinetto, dai piccoli fiori bianchi che cresce soltanto sulle pareti rocciose di alcune gole calcaree e precisamente al Furlo, alla Gole della Rossa e a quella di Frasassi. Al di fuori di queste tre località, la specie non si rinviene in nessun altro posto al mondo.
Alcune di esse risultano diffuse quasi ovunque come la primula (Primula vulgaris), una delle prime specie a fiorire a primavera con i suoi grandi fiori gialli.
Altre, le cosiddette specie endemiche si rinvengono in aree molto più limitate.
Una specie endemica delle Marche, estremamente rara e localizzata, è Moehringia papulosa, una cariofillacea, a forma di denso cuscinetto, dai piccoli fiori bianchi che cresce soltanto sulle pareti rocciose di alcune gole calcaree e precisamente al Furlo, alla Gole della Rossa e a quella di Frasassi. Al di fuori di queste tre località, la specie non si rinviene in nessun altro posto al mondo.
La fauna,
come la flora, ha subito gli effetti negativi dell’antropizzazione
del territorio.
Sebbene però alcune importanti specie risultavano estinte da secoli nel territorio regionale, come ad esempio l’orso e il cervo, oggi grazie ad alcuni interventi attuati ad es. dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini risultano ritornate a vivere nella regione, così come il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) che il parco ha reintrodotto nel 2008 e che ha formato una, seppur piccola, ma stabile colonia sul massiccio del M. Bove.
Sebbene però alcune importanti specie risultavano estinte da secoli nel territorio regionale, come ad esempio l’orso e il cervo, oggi grazie ad alcuni interventi attuati ad es. dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini risultano ritornate a vivere nella regione, così come il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) che il parco ha reintrodotto nel 2008 e che ha formato una, seppur piccola, ma stabile colonia sul massiccio del M. Bove.
TERRITORIO
Le
Marche si trovano nella zona centro-orientale della nostra penisola;
ad est sono bagnate dal Mar Adriatico. Il territorio è collinare
(69%) e montuoso (31%), zone pianeggianti sorgono solamente a ridosso
delle coste. Il Monte Vettore (2476 metri) è il punto più elevato
della regione. Dagli Appennini scendono parecchi fiumi, che hanno
però regime spesso torrentizio, vista la non eccessiva distanza
delle loro sorgenti dal mare, i principali sono il Tronto ed il
Metauro.
La
regione è prevalentemente montuosa, benché i rilievi in genere non
siano molto elevati; la cima più alta è il monte Vettore (2476 m),
nel gruppo dei monti Sibillini, al confine con l'Umbria. Dal crinale
appenninico il rilievo digrada progressivamente verso la costa
adriatica, che si presenta in genere piatta e rettilinea, orlata di
ampie spiagge; soltanto a N di Pesaro e a S di Ancona (dove il
piccolo massiccio del monte Conero, 572 m, spezza la continuità del
litorale) la costa si fa alta e rocciosa. Prevalgono le formazioni
mesozoiche e cenozoiche, principalmente calcari, marne e
arenarie.All'interno il paesaggio montuoso, che è stato interessato
da complessi fenomeni orogenetici di subsidenza e di assestamento,
con la formazione di fratture e di faglie, presenta una grande
varietà di forme, con solchi vallivi longitudinali e trasversali al
sistema appenninico. Procedendo verso la costa, le altitudini si
abbassano e il rilievo assume una struttura assai più regolare, con
dorsali subparallele orientate a NE e separate da solchi vallivi
trasversali alla catena appenninica e con il fondo ricoperto da
materiali alluvionali. I principali corsi d'acqua, se si esclude,
come si è detto, la Nera, scendono al mare Adriatico. Per la
vicinanza al mare del crinale appenninico, hanno un corso piuttosto
breve, tra i 40 e i 110 km; poiché anche i bacini imbriferi sono
scarsamente sviluppati, data la struttura per valli autonome e
parallele, le portate d'acqua sono in genere modeste (fanno eccezione
il Metauro e il Tronto, che drenano un ampio bacino montano). Il
regime è torrentizio, con accentuate magre estive. I più importanti
sono la Marecchia, il Conca, il Foglia, il Metauro, il Cesano,
l'Esino, il Musone, il Potenza, il Chienti, il Tenna, l'Aso e il
Tronto. Di questi, la Marecchia e il Conca sviluppano la parte
terminale del loro corso in territorio romagnolo, il Tronto ha la sua
alta valle in prevalenza nel Lazio e segna con il suo corso inferiore
il confine amministrativo con l'Abruzzo. I laghi delle Marche sono
tutti artificiali, se si esclude il piccolo lago glaciale di Pilato,
ai piedi del monte Vettore.
PRINCIPALI CITTA'
La
regione Marche è suddivisa in 5 province e 236 comuni
-
Ancona
-
Ascoli Piceno
-
Fermo
-
Macerata
-
Pesaro e Urbino
Ancona,
capoluogo di regione, sorge nella costa dell' Adriatico centrale su
un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero.
Questo promontorio dà origine ad un golfo, il golfo di Ancona, nella
cui parte più interna si trova il porto naturale. La
città possiede varie spiagge, sia di costa alta che di costa bassa.
Tra le prime, la più centrale è quella del Passetto, con grandi
scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa e lo scoglio del
Quadrato. Spiagge rocciose si susseguono verso Sud; tra esse si
segnala la spiaggia di Mezzavalle. La più nota spiaggia a sud di
Ancona è Portonovo
(Bandiera Blu 2017).
Nella spiaggia si alternano tratti ghiaiosi e sassosi, con ciottoli
calcarei bianchissimi e arrotondati, considerati una delle
peculiarità della località. La presenza dei boschi direttamente a
contatto con la spiaggia, unitamente ai panorami aperti verso la mole
maestosa del Conero, costituiscono una grande attrattiva della zona.
A nord del porto di Ancona la costa è invece bassa; in questa zona
si trova la spiaggia sabbiosa di Palombina, in parte libera e in
parte attrezzata. A sud-ovest del porto di Ancona si estende la nuova
darsena turistica, comprendente numerosi pontili dove ormeggiano 1200
posti barca (Marina
Dorica, Approdo Bandiera Blu dal 2011).
Il monumento più rappresentativo della città di Ancona è la
Cattedrale
di San Ciriaco,
splendida basilica romanico-gotica, con elementi bizantini, costruita
sulle fondamenta di un tempio italico del IV sec a.C e di una
successiva chiesa paleocristiana. Tra i siti di interesse turistico
si segnalano: la Chiesa
di Santa Maria della Piazza,
capolavoro di arte romanica, caratteristica per la facciata ad
archetti e per le figure simboliche scolpite intorno al portale ;
l’Arco
di Traiano,
un Arco romano eretto nel I sec. d.c; la Chiesa
di San Francesco alle Scale,
con la bella facciata in stile gotico fiorito veneziano, la Mole
Vanvitelliana,
splendida isola artificiale a pianta pentagonale all'interno del
porto, costruito su progetto dell'architetto papale Luigi Vanvitelli;
la Loggia
dei Mercanti,
il più importante edifico laico, in stile gotico fiorito veneziano;
la suggestiva Fontana
del Calamo
o delle Tredici Cannelle, la cui antichità è attestata dal nome, di
chiara derivazione greca, che ricorda l’ambiente palustre in cui
sorgeva. Da non perdere sono la Pinacoteca
Comunale,
che custodisce, tra le altre , opere di Carlo Crivelli, del Tiziano,
di Lorenzo Lotto e del Guercino; il Museo
Archeologico Nazionale delle Marche,
che documenta la preistoria e la protostoria del territorio
marchigiano; il Museo
tattile Omero,
uno dei pochi al mondo, e l'unico in Italia, che permette anche ai
non vedenti di avvicinarsi all'arte facendo toccare calchi in gesso a
grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini
architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e
sculture originali di artisti contemporanei.
Fabriano
è nota per la produzione della carta
e per la filigranatura
dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella
seconda metà del XIII secolo. È, oltre a Bologna, l'unica città
italiana appartenente alle Città
creative dell'UNESCO; nel 2013
è stata inserita nella categoria Artigianato
e Arti popolari, titolo
riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta fatta a
mano.
Loreto
deve la sua fama al Santuario
che è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di
pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.
La città, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo come difesa, soprattutto dalle incursioni turche, si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l'annuncio della nascita miracolosa di Gesù. La Storia del Santuario inizia nel sec. XIII (10 dicembre 1294) con l'arrivo della casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazaret. Questa preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei crociati in Terra Santa. Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l'autenticità della Santa Casa.
La città, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo come difesa, soprattutto dalle incursioni turche, si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l'annuncio della nascita miracolosa di Gesù. La Storia del Santuario inizia nel sec. XIII (10 dicembre 1294) con l'arrivo della casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazaret. Questa preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei crociati in Terra Santa. Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l'autenticità della Santa Casa.
Recanati
situata
al centro della Regione Marche,in una posizione strategica, tra costa
e l’entroterra è la tipica "città balcone" per l'ampio
panorama che vi si scorge. Qui nacquero Giacomo Leopardi, uno dei più
grandi poeti italiani della letteratura italiana e Beniamino Gigli,
noto cantante lirico. Recanati è candidata a Capitale Italiana della
Cultura 2018. Tra i principali siti di interesse turistico spiccano i
luoghi leopardiani: la piazzetta "Sabato del villaggio", su
cui si affacciano il settecentesco Palazzo
Leopardi, casa natale del
poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000
volumi e la “Casa di Silvia; il “Colle dell’Infinito” (
il cui muro è stato lesionato dal sisma del 2016),
la sommità del Monte Tabor che ispirò l'omonima poesia composta dal
poeta a 21 anni, con l'antico orto del monastero delle suore clarisse
e il Centro Mondiale della
Poesia e della Cultura, il
Centro Nazionale Studi
Leopardiani, punto di
riferimento per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che
nel mondo, la “Torre del Passero Solitario”, ubicata nel cortile
del chiostro di Sant'Agostino, Palazzo Antici Mattei, casa della
madre di Giacomo. Nel 2014 il film "Il
Giovane Favoloso",
incentrato sulla vita del poeta, è stato girato per gran parte a
Recanati.
FOLKLORE
Le numerose e variopinte manifestazioni
folkloristiche traggono origine sia da tradizioni popolari legate al
mondo agricolo e marinaro che da eventi storici. L’avvenimento più
conosciuto della regione è la Giostra della Quintana ad Ascoli
Piceno nei primi giorni di Agosto, nei pressi della fortezza
malatestiana, dove i cavalieri dei sestrieri cittadini si disputano
il palio. Prima della giostra ha luogo un corteo storico con circa
ottocento figuranti in costumi del Quattrocento che sfilano lungo le
pittoresche vie del capoluogo piceno e al termine della Giostra una
fiaccolata conduce il corteo nella stupenda piazza della città.
Sempre ad Agosto, a Sant’Elpidio a Mare, si svolge la "Contesa
del Secchio" che si riferisce ad un'antica tradizione che narra
di una disputa tra donne di diverse contrade per l’acqua di un
pozzo. Il gioco fu inventato per sedare la disputa e fissare l’ordine
di precedenza per attingere l’acqua. La gara consiste nel gettare
un pallone nel pozzo impedendo agli altri di farlo. La Sagra dei
Piceni, a Monterubbiano, rievoca riti religiosi di tale popolazione e
nel giorno di Pentecoste un corteo in costume procede dietro ad un
“picchio” (uccello sacro dei piceni) legato ad un ramo di
ciliegio. Segue poi la corsa all’anello dove quattro cavalieri
lottano per la conquista di esso. A Porto San Giorgio c’è la Festa
del Mare che culmina con una gigantesca frittura di pesce quasi da
guinness dei primati. Nella terza domenica di Agosto, a Servigliano,
c’è il Torneo cavalleresco Castel Clementino che inizia con una
sfilata di cinquecento figuranti in costume del Quattrocento per
finire con il torneo degli anelli dove si sfidano i cavalieri dei tre
rioni. Altre feste popolari di origine contadina sono la Sagra delle
cove a Petritoli (tra giugno e luglio) e la Contesa della ‘nzegna a
Falerone dopo il raccolto del grano. La Corsa della spada di Camerino
si tiene nella seconda metà di Maggio. Viene preceduta da un corteo
storico rinascimentale e poi, alla cerimonia di premiazione
viene consegnata una spada al vincitore assoluto ed il palio al
terziero vincente. A Fermignano c’è il Palio della rana nel mese
di Aprile. Ci sono quattro concorrenti che spingono dei carri in
legno con a bordo una rana; vince chi arriva primo con la rana.
Mondavio, il giorno di Ferragosto, ritorna all’epoca rinascimentale
con una sfilata in costume. Segue la tradizionale Caccia al cinghiale
ed il seguente pantagruelico banchetto. La Turba di Cantiano è una
grandiosa manifestazione sacra che si svolge il Venerdì Santo
mentre, a San Ginesio, si tiene il Palio di Ferragosto con sfilata in
costume, la "Cacciata" ed un’accesa partita di "pallone
al bracciale". A Treia, in Agosto, c’è La Disfida del
Bracciale: è un gioco simile al tennis con una palla molto pesante
e, come racchetta, un bracciale ligneo dentato. Il Cavallo di Fuoco è
un singolare spettacolo pirotecnico che si tiene la sera dell’ottava
di Pasqua a Ripatransone. Alla fine di Agosto Senigallia è invasa da
una moltitudine di bancarelle per la tradizionale Fiera Franca che
affonda le proprie radici nel XVIII° secolo. A Loreto la Rassegna
internazionale delle Cappelle musicali si svolge in Aprile.
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