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lunedì 8 gennaio 2018

LIGURIA

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ECCO LE INFORMAZIONI PER LA TUA RICERCA

TERRITORIO

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La maggior parte del territorio della Liguria è montuoso, interrotto da numerose valli lungo le quali scendono corsi d’acqua. Poche sono le zone pianeggianti e tutte di dimensioni molto modeste.
La zona montuosa comprende il versante meridionale delle Alpi Marittime e dell’Appennino Ligure, separate dal Colle di Cadibona.
La cima più alta è il Monte Saccarello ( 2200 m. ).
I due versanti delle catene montuose sono diversi fra loro: aspro e scosceso quello rivolto verso il mare, dolcemente declinante quello rivolto verso l’interno. Il carattere spiccatamente montuoso della regione ha reso necessarie numerose opere di trasformazione del territorio, quali calcavia, viadotti, gallerie ( passo del Turchino, passo dei Giovi ).
Tra le poche zone pianeggianti ricordiamo la Piana di Albenga e la Piana del Magra.
La regione è solcata da numerosi corsi d’acqua. Alcuni scendono verso l’interno per confluire nel Po. Si tratta dei fiumi Bormida, Scrivia, Trebbia. Altri come il fiume Magra, scendono verso il mare. In genere questi ultimi hanno, a differenza dei primi, un carattere torrentizio, con piene nei periodi di pioggia e siccità durante l’estate. 
Le coste sono per lo più frastagliate. Alle foci dei fiumi corrispondono vari tratti sabbiosi e ciottolosi. Mancano però i grandi porti naturali, dove si eccettui quello della Spezia. Genova, Savona e anche Imperia sono porti prevalentemente artificiali. Rispetto a Genova il litorale si divide in due parti: la Riviera di Ponente ad ovest, che scende più dolcemente verso il mare, e la Riviera di Levante a est, alta e scoscesa.
Tra i golfi spicca quello di Genova, vasto, ma molto aperto. Più piccoli sono il Golfo della Spezia il Golfo di Imperia e il Golfo di Savona.
FLORA E FAUNA


Flora

La Liguria ha una superficie boschiva pari al 69% del proprio territorio, la più alta tra tutte le regioni italiane, la cui media è del 21%; l'alta percentuale causa però che questa regione subisca incendi boschivi frequentemente, appiccato con dolo nel 71% dei casi.

I più grandi patrimoni forestali sono ubicati nell'entroterra ligure. Imponenti sono le faggete che coprono i versanti appenninici più umidi, a partire dalla val di Vara, con le pregiate foreste del monte Gottero. Le foreste demaniali del monte Penna e delle Agoraie, ubicate nel Parco naturale regionale dell'Aveto, presentano l'associazione tra il faggio e l'abete bianco, tipica delle antiche foreste dell'Appennino ligure.

La faggeta del Colle del Melogno, vicino a Savona, è stata da alcuni anni riconverta all'alto fusto così come l'abetina di Gouta ad Imperia. Le foreste alpine nell'alta val Tanarello, nella zona dell'imperiese, vede associare nelle quote inferiori il pino silvestre con il faggio e il larice alle pendici del monte Saccarello.

La flora ligure è di tipo mediterraneo, ma specie nel ponente ha accolto diverse associazione alpine alle quote più elevate simili ai territori provenzali o dei Pirenei. Molte specie sono state introdotte nei secoli dall'uomo come l'olivo, il castagno e il pino domestico; nella zona collinare prospiciente il mare le colture comprendono vite, olivo e alberi da frutta; nella fascia litoranea sono sporadicamente coltivati anche gli agrumi, soprattutto il limone. Nella Riviera dei Fiori sono celebri e conosciute le coltivazioni floricole all'aperto o in serra, attività che alimenta l'economia della zona.

Lungo la costa, la macchia mediterranea comprende specie quali la ginestra, l'alaterno, il lentisco, il mirto, il corbezzolo e il leccio, albero che in passato formava estese foreste, in gran parte della regione, ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 600–700 m, associazioni vegetali più rare e limitate alle zone più calde e aride delle due riviere sono quelle formate dall'olivastro, dal carrubo, cui talvolta si associa l'euforbia arborea; tra gli arbusti aromatici presenti nella regione vi sono il timo, l'alloro e il rosmarino. Nelle zone più ventose, su suoli poco evoluti è presente la gariga formata da arbusti bassi e legnosi. Nella fascia marittima e in quella collinare sono prevalenti pinete di pino marittimo e, più raramente, di pino d'Aleppo.

Dalla media collina sublitoranea fino a quote montane sono presenti vasti boschi di conifere, in gran parte di origine silvicolturale; si tratta di alberi come il pino nero (Pinus nigra) e l'abete rosso (Picea abies) che non appartengono alla flora ligure ma che sono stati introdotti in virtù della buona resa colturale e del pregio del legname e che ora, seppur naturalizzati, presentano problemi di adattamento al clima dei rilievi liguri (in genere troppo umido e soggetto a veloci e improvvisi sbalzi termici).

In altri casi, come avvenuto per il pinastro (Pinus pinaster) nelle aree collinari di tutta la regione e per il larice (Larix decidua) nelle zone alpine, si tratta certamente di specie appartenenti al dominio floristico ligure, ma che, favorite con tagli selettivi e forzate ben oltre il loro "climax vegetativo", crescono anche in zone che, per caratteristiche pedologiche e microclimatiche appaiono molto lontane dai loro contesti di diffusione originaria, che sarebbero la fascia collinare submediterranea delle due riviere, su substrati acidi (rari in regione) per il pinastro e il piano subalpino dei rilievi elevati delle Alpi liguri, in genere in esposizione settentrionale, nel caso del larice. Da ciò deriva quindi la marcata fragilità di molti ecosistemi forestali tipici dell'interno montuoso della regione.

Nelle località turistiche della costa - a partire dal XIX secolo - furono piantati alberi decorativi, per lo più originarie del nord Africa e delle regioni subtropicali dell'America del Nord, dell'Asia orientale e dell'Oceania, come molte specie di palme, diventate poi il "simbolo" della Riviera specie nel ponente ligure (Riviera delle Palme). Dalla regione asiatica provengono invece le piante di magnolia, anch'essa presente nei giardini della fascia costiera.

Il clima ligure ha favorito l'acclimatazione di tali specie, sostituendo a volte le piante mediterranee autoctone. Uno dei luoghi più esemplificativi sono i giardini di Villa Hanbury vicino a Ventimiglia, creati da una famiglia originaria dell'Inghilterra nell'Ottocento. Furono introdotte originariamente quasi 5 800 specie, ridotte negli anni a circa 2000. Tra le palme che ornano molte passeggiate a mare, la specie più comune è la Phoenix canariensis (dal fusto grande e tozzo), seguita dalla Phoenix dactylifera o Palma dei datteri dal fusto alto e sottile.

Fauna

La fauna della regione è particolarmente interessante per la presenza di rari endemiti, specie adattate sul territorio o rimaste isolate per la frammentazione della loro area di distribuzione. Nel complesso le specie faunistiche sono quelle tipiche dell'area mediterranea risentendo molto la vicinanza con la regione francese della Provenza o della Toscana; annovera anche specie di più lontana origine, che dimostrano gli antichi e storici collegamenti con aree distanti e separate dal mare, come il Marocco, la Sardegna e la Corsica.

Nell'estrema Riviera di Ponente sono presenti alcuni endemiti quali il colubro lacertino, il più grande serpente europeo, diffuso nell'Imperiese e nel Nizzardo, e della lucertola ocellata, un sauro dalla caratteristica livrea verde picchiettata a strie nere e con macchie rotonde azzurre sui fianchi detti ocelli. Nell'entroterra vi è la presenza del gallo forcello e vi sono popolazioni di camosci. Sul monte Saccarello - tra Liguria e Francia - è presente la marmotta, in seguito ad un intervento negli anni settanta del Novecento da parte dei cacciatori (nonostante la specie non sia cacciabile).

Tra gli uccelli si segnalano il passero solitario, l'occhiocotto, la sterpazzolina, il picchio rosso maggiore, il torcicollo, il cuculo e il codirossone; massiccia la presenza del merlo, del fringuello, dello zigolo e del pettirosso.

Folta la presenza dei rapaci notturni e diurni quali l'assiolo, la civetta, il barbagianni, l'allocco, il gufo comune e quello reale; della famiglia dei rapaci diurni si segnalano il biancone, la poiana, il gheppio, il nibbio bruno, il falco pecchiaiolo. Nelle zone tipicamente rocciose nidifica qualche rara coppia di aquila reale e del falco pellegrino (specie nelle coste del levante ligure), mentre nei fitti boschi cacciano l'astore e lo sparviero. Tra i rettili vi è possibile ammirare il biacco, la coronella girondica e la vipera. Tra gli anfibi la salamandra nera sostituisce, dopo la quota di 1800 m, la salamandra pezzata; alcuni di questi anfibi urodeli popolano diverse grotte della regione.

Anticamente vi era presso i boschi dell'Appennino ligure una massiccia presenza del lupo appenninico, specie animale che ha subito nel corso degli ultimi secoli moderni una quasi scomparsa fino ad una ripresa della specie in seguito a progetti di ripopolamento avviati verso la fine del XX secolo. Numerose sono invece le famiglie di cinghiali che talvolta si spingono, per la ricerca di cibo, nei centri abitati: nella stessa Genova più volte i media televisivi o i quotidiani locali ne hanno testimoniato con foto e video la loro presenza lungo i greti dei principali torrenti o a ridosso delle abitazioni. Una situazione di sovrappopolazione che ha pure scatenato polemiche e proteste in alcune zone della regione, con mirate richieste d'intervento ai principali enti regionali e provinciali, per i danni che questi animali sconfinando dal bosco alle proprietà private causano alle recinzioni e alle coltivazioni ortofrutticole.
PRINCIPALI CITTA'


Le province della regione sono:

  • Genova
  • La Spezia
  • Imperia
  • Savona

La Liguria è una regione che attira ogni anno moltissimi turisti. In estate offre spiagge con sabbia fine alternate a tratti di costa rocciosi, con scogli e strapiombi. Chi però volesse fare qualcosa di alternativo e desiderasse visitare qualche città d’arte, può ugualmente prenotare una vacanza in questa regione, per visitare località affascinanti e piene di attrazioni o attività culturali da svolgere.

Genova

Tra le architetture più interessanti della città di Genova c’è la Cattedrale di San Lorenzo, un complesso di strutture costruito sui resti di una chiesa primitiva, risalente al IX secolo; l’edificio è stato più volte ristrutturato e trasformato nell’aspetto e oggi conserva opere d’arte di alcuni importanti artisti italiani, come Castello, Sansovino, Civitali e De Ferrari.

Gli amanti delle biblioteche possono visitare la Biblioteca Civica V. Berio, mentre chi preferisce i musei può scegliere tra i Musei di strada nuova, con un percorso espositivo dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, il Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria, con numerose raccolte e collezioni di prestigio, e il Museo del Mare Galata, con un percorso multimediale interattivo guidato in un antico edificio della zona del porto.

La Spezia

Anche La Spezia ospita tante architetture interessanti e mostre a tema particolarmente curate. Per sapere quali sono gli eventi organizzati nelle varie parti dell’anno è possibile informarsi online o chiedere direttamente agli uffici competenti.

Chi vuole andare sul sicuro può invece visitare uno dei numerosi musei: il Museo del Castello, con raccolte naturalistiche, reperti archeologici e collezioni etnografiche, il Museo Tecnico Navale, con testimonianze e pezzi unici che documentano la storia navale e le tradizionali tecniche di navigazione, il Museo Passatempo, con esposizioni di veicoli e oggetti d’epoca, per rivivere in maniera divertente la storia italiana del Novecento.

Ventimiglia

Ventimiglia offre attrazioni più varie e può soddisfare gli interessi di qualsiasi turista. Chi vuole visitare un museo può passare per il Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi, per molti il più completo museo archeologico ligure; gli amanti della natura devono passare almeno qualche ora nei Giardini Botanici Hanbury, nati circa 150 anni fa e diventati il più grande giardino botanico per l’acclimatazione delle piante esotiche nel nostro Paese; per vedere i reperti direttamente negli scavi, si può fare un giro per l’Area Archeologica di Albintimilium, con resti di un antico teatro romano, delle terme, delle ville con pavimenti a mosaico, delle mura della città e dell’acquedotto della zona.

Una menzione speciale per le famosissime Cinque Terre: sono un frastagliato tratto di costa della Riviera ligure di levante (Riviera spezzina) situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nel quale si trovano cinque borghi o, come si diceva anticamente, terre, qui elencati da ovest verso est: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.

Dal 1997 fanno parte della lista dei Patrimoni dell'umanità dell'Unesco.

Monterosso è la più occidentale e la più popolosa delle Cinque Terre. La sua posizione geografica ne fa il borgo più strategico dei cinque: infatti Monterosso sorge ai piedi del crinale su cui convergono le tre direzioni stradali principali del comprensorio: la S.P. 36 dalla Val di Vara (che collega con l'Aurelia), la statale Litoranea e la S.P. 43 (da Levanto alla Litoranea).

Monterosso è ubicato al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una modesta scogliera artificiale. Ad ovest del paese, al di là del Colle dei Cappuccini, si trova l'abitato di Fegina, naturale espansione turistica e balneare del piccolo borgo originario, dove è ubicata la stazione ferroviaria e dove si trovano spiagge di ghiaia sottile. Rispetto agli altri borghi marinari che costituiscono le Cinque Terre, a Monterosso si trovano le spiagge relativamente più estese, in virtù dell'ampiezza del golfo su cui si affaccia il paese.

Procedendo da ovest verso est, dopo Monterosso al Mare si trova Vernazza. Il borgo sorge su un piccolo promontorio che si inserisce nel mare, raggiungibile con una strada che scende dalla S.S. "Litoranea".

Si ritiene che il nome derivi dall'aggettivo latino "verna", ossia "del luogo", "indigeno", ma è plausibile anche che possa essere legato al più celebre prodotto locale: il vino denominato "Vernaccia". Secondo altri la derivazione sarebbe da attribuire al prediale latino (Gens) Vulnetia, che designerebbe una famiglia proprietaria di fondi.

Il suo porticciolo garantisce un sicuro approdo, sin dai tempi delle Repubbliche marinare, in un'insenatura naturale che permette l'attracco di mezzi natanti e rende ancora più caratteristico e suggestivo quello che è considerato uno dei borghi più belli d'Italia

Corniglia è in posizione centrale rispetto agli altri abitati delle Cinque Terre, situata ad est del capoluogo comunale di Vernazza e di Monterosso, e ad ovest di Manarola e Riomaggiore.

Si differenzia dagli altri paesi delle Cinque Terre in quanto è l'unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa cento metri, circondato da vigneti posti su caratteristici terrazzamenti a fasce, tranne sul lato che guarda verso il mare.

Per raggiungere Corniglia è necessario salire una lunga scalinata detta Lardarina, costituita da 33 rampe con 382 gradini, oppure percorrere la strada che la collega alla stazione ferroviaria. Inoltre Corniglia è unita a Vernazza da una suggestiva passeggiata posta a mezza costa fra la vetta e il mare.

Manarola nasce dallo spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara si mossero verso il mare per sfruttarne le risorse. Il suo nome deriva, forse, dal latino Manium arula, che significa "piccolo tempio dedicato ai Mani".

Posto su un promontorio in alto rispetto al mare, il paese si sviluppa nella gola che scende verso il mare, chiusa tra due speroni rocciosi, ospitando un piccolo approdo. Fra i cinque borghi è il più piccolo dopo Corniglia.

Il borgo sorge nel tratto terminale della valle del torrente Groppo. Le abitazioni si affacciano una ridosso all'altra sulla via principale, sorta in seguito alla copertura del corso d'acqua e chiamata perciò dagli abitanti U Canâ (il Canale).

Riomaggiore, è la più orientale delle Cinque Terre. Il centro storico, il cui nucleo originario risale al XIII secolo, è situato nella valle del torrente Rio Maggiore, l'antico Rivus Major dal quale il borgo prende il nome.

L'abitato è composto da diversi ordini paralleli di case torri genovesi che seguono il ripido corso del torrente. Il nuovo quartiere della Stazione, così chiamato in quanto sviluppatosi a partire dalla seconda metà del XIX secolo con l'arrivo della ferrovia, è situato invece nell'adiacente valle del torrente Rio Finale (Rufinàu), così denominato in quanto segnava un tempo il confine tra le terre di Riomaggiore e quelle di Manarola (Manaèa).

Le due vallate su cui si estende l'abitato sono separate dalla ripida costa di Campiòne (Canpiòn). La valle del Rio Maggiore è sormontata dal Monte Verugola (Verügua) le cui tre cime, raffigurate nello stemma comunale, rappresentano da sempre il simbolo del borgo.
FOLKLORE


Eternamente bersagliata da scorribande marittime e influssi terrestri, la Liguria ha subito molte e diverse influenze, alcune delle quali permangono nel folclore locale. In questa regione si è inoltre creata una lieve separazione tra la costa e l'entroterra, la prima rappresentata dalle località della Riviera e il secondo dalla regione Lunigiana.

Festa della Primavera
Da ormai quasi 30 anni, a Santa Margherita Ligure, sulla spiaggia di Ghiaia, il 19 marzo si preparano frittelle di tutti i tipi, con il pesce, con le mele, l'erba cipollina, frittelle dolci etc.., e vengono distribuite a tutti i passanti, per tutto il giorno. All'imbrunire, poi, si accende un poderoso fuoco, sul quale vengono appesi due pupazzi. Il rogo simboleggia la fine dell'inverno e porge un benvenuto alla bella stagione entrante. Questa festa, legata al ciclo stagionale, ricorda agli antichi riti agricoli e marittimi, effettuati per propiziarsi una buona stagione estiva.

Il ballo della morte
La terza domenica di luglio, quella successiva alla Santa Maddalena del Bosco (22 luglio), vicino Imperia, ad Arma di Taggia, ancora oggi si rievoca un antico e misterioso rituale. In questa notte, gli affiliati della congregazione fondata per onorare Santa Maddalena, nel 1716, partono alla volta di un eremo nascosto nei boschi. Giunti al casolare, dopo alcune ore in groppa ai muli, vi trascorrono la notte, tra canti e balli. Prima di tornare al paese, poi, due affiliati, innamorati, eseguono il cosiddetto "ballo della morte" che si svolge così: dopo che la ragazza fingendo un mancamento è caduta al suolo, viene rianimata dal giovane con un mazzetto di lavanda, e quindi i due ballano sfrenatamente insieme cantando il motto della congregazione "Comedamus et bibamus, cras enim morietur" ossia "mangiamo e beviamo insieme, poiché un giorno moriremo". Questo culto, oggi assorbito dalla liturgia cattolica, mantiene chiari elementi bacchici.

Sagra della lavanda
L'ultima domenica di luglio, nei presi d'Imperia, un'altra festa celebra la fioritura della lavanda. Questa pianta, che cresce in abbondanza lungo la strada per Pietrabruna, inonda l'aria con il suo penetrante profumo, conducendo il passante verso il piccolo eremo dimenticato dal tempo. In questo giorno, le ragazze vendono per strada un intenso olio odoroso e regalano ai passanti, avventuratisi in questo angolo atemporale, piccoli mazzi dai fiorellini lilla.

Notte brava
Il sabato precedente la notte di San Lorenzo, si trascorre a Vallebona nel più festoso dei modi, tra canti, balli, bevute e mangiate in compagnia. In ogni strada del paese compare un banco da cui è possibile ricevere cibi locali e vino ligure, nel clima tipico della festa. Questa è anche la notte in cui si regalano le "bugie", che non sono le amare delusioni, ma deliziosi dolcetti tipici, e gli ottimi fagottini di fiori di zucca ripieni di verdure e carne.

Sagra della carpasina
Il giorno della festa di Sant'Antonio (2 settembre), patrono di Carpasio, in questo paese si tiene la sagra della "carpasina". Questo è un pane speciale di forma rettangolare, fatto con farina d'orzo integrale e lievito naturale, ottimo e duraturo, che viene distribuito gratuitamente in questo giorno. Immerso nell'acqua tiepida e condito con pomodoro fresco, basilico, acciughe e olio d'oliva, viene consumato in grandi quantità.
Il 2 settembre vengono anche preparati altri piatti speciali quali "le cime alla carpasina" ed i ravioli con la bietola. Tutti i pasti sono inoltre annaffiati dall'ottimo Dolcetto locale e coronano la giornata in cui la statua di Sant'Antonio viene portata in processione nel paese, prima di aprire le danze ed i giochi del pomeriggio.

Palio del Golfo

Ogni prima domenica d'agosto (fin dal 1925) a La Spezia viene organizzato il celebre "Palio del Golfo" (la corsa del golfo di La Spezia). E' la cosiddetta gara tra barche ed viene promossa ogni anno per la manifestazione della Festa del Mare.

Gareggiano tredici barche provenienti da differenti frazioni. Ognuna ha il suo proprio numero: Portovenere (1), Le Grazie (2), Fezzano (3), Cadimare (4), C.R.D.D.-La Spezia (5), Canaletto (6), Fossamastra (7), Muggiano (8), San Terenzo (9), Lerici (10), Tellaro (11), Venere Azzurra (12), Marola (13).

La gara è lunga 2 km in lunghezza e di solito ci vogliono circa 10 minuti per finirla. Di solito, il giorno antecedente alla gara, viene organizzata anche una parata in maschera con tutte i rioni a prender parte. Il golfo, durante questi giorni, entra in una dimensione allegra e di festa e potete incontrare tantissime persone che arrivano per godersi questo tradizionale evento!



Sanremo in Fiore

Sanremo in Fiore è una famosa festività celebrata in questa meravigliosa città della Liguria. Si tenne per la prima volta nel gennaio de 1904 sotto il nome di Celebrazione della Dea Flora. Viene organizzata come una grandissima parata dove passano i carri tutti decorati con fiori freschi.

Dopo la guerra, la celebrazione cambiò il suo nome in "Italia in Fiore". La parata è accompagnata da vari gruppi di musicisti e gruppi folcloristici. E' interessante notare come le preparazioni per questa manifestazione durano qualche mese e tutto finisce in una sola notte, proprio per mantenere freschi i fiori! E' assolutamente da vedere!