ECCO LE INFORMAZIONI PER LA TUA RICERCA
Visualizzazione post con etichetta Liguria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Liguria. Mostra tutti i post
lunedì 8 gennaio 2018
TERRITORIO
La
maggior parte del territorio della Liguria è montuoso, interrotto da
numerose valli lungo le quali scendono corsi d’acqua. Poche sono le
zone pianeggianti e tutte di dimensioni molto modeste.
La
zona montuosa comprende il versante meridionale delle Alpi Marittime
e dell’Appennino Ligure, separate dal Colle di Cadibona.
La cima più alta è il Monte Saccarello ( 2200 m. ).
I due versanti delle catene montuose sono diversi fra loro: aspro e scosceso quello rivolto verso il mare, dolcemente declinante quello rivolto verso l’interno. Il carattere spiccatamente montuoso della regione ha reso necessarie numerose opere di trasformazione del territorio, quali calcavia, viadotti, gallerie ( passo del Turchino, passo dei Giovi ).
Tra le poche zone pianeggianti ricordiamo la Piana di Albenga e la Piana del Magra.
La cima più alta è il Monte Saccarello ( 2200 m. ).
I due versanti delle catene montuose sono diversi fra loro: aspro e scosceso quello rivolto verso il mare, dolcemente declinante quello rivolto verso l’interno. Il carattere spiccatamente montuoso della regione ha reso necessarie numerose opere di trasformazione del territorio, quali calcavia, viadotti, gallerie ( passo del Turchino, passo dei Giovi ).
Tra le poche zone pianeggianti ricordiamo la Piana di Albenga e la Piana del Magra.
La
regione è solcata da numerosi corsi d’acqua. Alcuni scendono verso
l’interno per confluire nel Po. Si tratta dei fiumi Bormida,
Scrivia, Trebbia. Altri come il fiume Magra, scendono verso il mare.
In genere questi ultimi hanno, a differenza dei primi, un carattere
torrentizio, con piene nei periodi di pioggia e siccità durante
l’estate.
Le
coste sono per lo più frastagliate. Alle foci dei fiumi
corrispondono vari tratti sabbiosi e ciottolosi. Mancano però i
grandi porti naturali, dove si eccettui quello della Spezia. Genova,
Savona e anche Imperia sono porti prevalentemente artificiali.
Rispetto a Genova il litorale si divide in due parti: la Riviera di
Ponente ad ovest, che scende più dolcemente verso il mare, e la
Riviera di Levante a est, alta e scoscesa.
Tra
i golfi spicca quello di Genova, vasto, ma molto aperto. Più piccoli
sono il Golfo della Spezia il Golfo di Imperia e il Golfo di Savona.
FLORA E FAUNA
Flora
La Liguria ha una superficie boschiva pari al 69% del proprio territorio, la più alta tra tutte le regioni italiane, la cui media è del 21%; l'alta percentuale causa però che questa regione subisca incendi boschivi frequentemente, appiccato con dolo nel 71% dei casi.I più grandi patrimoni forestali sono ubicati nell'entroterra ligure. Imponenti sono le faggete che coprono i versanti appenninici più umidi, a partire dalla val di Vara, con le pregiate foreste del monte Gottero. Le foreste demaniali del monte Penna e delle Agoraie, ubicate nel Parco naturale regionale dell'Aveto, presentano l'associazione tra il faggio e l'abete bianco, tipica delle antiche foreste dell'Appennino ligure.
La faggeta del Colle del Melogno, vicino a Savona, è stata da alcuni anni riconverta all'alto fusto così come l'abetina di Gouta ad Imperia. Le foreste alpine nell'alta val Tanarello, nella zona dell'imperiese, vede associare nelle quote inferiori il pino silvestre con il faggio e il larice alle pendici del monte Saccarello.
La flora ligure è di tipo mediterraneo, ma specie nel ponente ha accolto diverse associazione alpine alle quote più elevate simili ai territori provenzali o dei Pirenei. Molte specie sono state introdotte nei secoli dall'uomo come l'olivo, il castagno e il pino domestico; nella zona collinare prospiciente il mare le colture comprendono vite, olivo e alberi da frutta; nella fascia litoranea sono sporadicamente coltivati anche gli agrumi, soprattutto il limone. Nella Riviera dei Fiori sono celebri e conosciute le coltivazioni floricole all'aperto o in serra, attività che alimenta l'economia della zona.
Lungo la costa, la macchia mediterranea comprende specie quali la ginestra, l'alaterno, il lentisco, il mirto, il corbezzolo e il leccio, albero che in passato formava estese foreste, in gran parte della regione, ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 600–700 m, associazioni vegetali più rare e limitate alle zone più calde e aride delle due riviere sono quelle formate dall'olivastro, dal carrubo, cui talvolta si associa l'euforbia arborea; tra gli arbusti aromatici presenti nella regione vi sono il timo, l'alloro e il rosmarino. Nelle zone più ventose, su suoli poco evoluti è presente la gariga formata da arbusti bassi e legnosi. Nella fascia marittima e in quella collinare sono prevalenti pinete di pino marittimo e, più raramente, di pino d'Aleppo.
Dalla media collina sublitoranea fino a quote montane sono presenti vasti boschi di conifere, in gran parte di origine silvicolturale; si tratta di alberi come il pino nero (Pinus nigra) e l'abete rosso (Picea abies) che non appartengono alla flora ligure ma che sono stati introdotti in virtù della buona resa colturale e del pregio del legname e che ora, seppur naturalizzati, presentano problemi di adattamento al clima dei rilievi liguri (in genere troppo umido e soggetto a veloci e improvvisi sbalzi termici).
In altri casi, come avvenuto per il pinastro (Pinus pinaster) nelle aree collinari di tutta la regione e per il larice (Larix decidua) nelle zone alpine, si tratta certamente di specie appartenenti al dominio floristico ligure, ma che, favorite con tagli selettivi e forzate ben oltre il loro "climax vegetativo", crescono anche in zone che, per caratteristiche pedologiche e microclimatiche appaiono molto lontane dai loro contesti di diffusione originaria, che sarebbero la fascia collinare submediterranea delle due riviere, su substrati acidi (rari in regione) per il pinastro e il piano subalpino dei rilievi elevati delle Alpi liguri, in genere in esposizione settentrionale, nel caso del larice. Da ciò deriva quindi la marcata fragilità di molti ecosistemi forestali tipici dell'interno montuoso della regione.
Nelle località turistiche della costa - a partire dal XIX secolo - furono piantati alberi decorativi, per lo più originarie del nord Africa e delle regioni subtropicali dell'America del Nord, dell'Asia orientale e dell'Oceania, come molte specie di palme, diventate poi il "simbolo" della Riviera specie nel ponente ligure (Riviera delle Palme). Dalla regione asiatica provengono invece le piante di magnolia, anch'essa presente nei giardini della fascia costiera.
Il clima ligure ha favorito l'acclimatazione di tali specie, sostituendo a volte le piante mediterranee autoctone. Uno dei luoghi più esemplificativi sono i giardini di Villa Hanbury vicino a Ventimiglia, creati da una famiglia originaria dell'Inghilterra nell'Ottocento. Furono introdotte originariamente quasi 5 800 specie, ridotte negli anni a circa 2000. Tra le palme che ornano molte passeggiate a mare, la specie più comune è la Phoenix canariensis (dal fusto grande e tozzo), seguita dalla Phoenix dactylifera o Palma dei datteri dal fusto alto e sottile.
Fauna
La fauna della regione è particolarmente interessante per la presenza di rari endemiti, specie adattate sul territorio o rimaste isolate per la frammentazione della loro area di distribuzione. Nel complesso le specie faunistiche sono quelle tipiche dell'area mediterranea risentendo molto la vicinanza con la regione francese della Provenza o della Toscana; annovera anche specie di più lontana origine, che dimostrano gli antichi e storici collegamenti con aree distanti e separate dal mare, come il Marocco, la Sardegna e la Corsica.Nell'estrema Riviera di Ponente sono presenti alcuni endemiti quali il colubro lacertino, il più grande serpente europeo, diffuso nell'Imperiese e nel Nizzardo, e della lucertola ocellata, un sauro dalla caratteristica livrea verde picchiettata a strie nere e con macchie rotonde azzurre sui fianchi detti ocelli. Nell'entroterra vi è la presenza del gallo forcello e vi sono popolazioni di camosci. Sul monte Saccarello - tra Liguria e Francia - è presente la marmotta, in seguito ad un intervento negli anni settanta del Novecento da parte dei cacciatori (nonostante la specie non sia cacciabile).
Tra gli uccelli si segnalano il passero solitario, l'occhiocotto, la sterpazzolina, il picchio rosso maggiore, il torcicollo, il cuculo e il codirossone; massiccia la presenza del merlo, del fringuello, dello zigolo e del pettirosso.
Folta la presenza dei rapaci notturni e diurni quali l'assiolo, la civetta, il barbagianni, l'allocco, il gufo comune e quello reale; della famiglia dei rapaci diurni si segnalano il biancone, la poiana, il gheppio, il nibbio bruno, il falco pecchiaiolo. Nelle zone tipicamente rocciose nidifica qualche rara coppia di aquila reale e del falco pellegrino (specie nelle coste del levante ligure), mentre nei fitti boschi cacciano l'astore e lo sparviero. Tra i rettili vi è possibile ammirare il biacco, la coronella girondica e la vipera. Tra gli anfibi la salamandra nera sostituisce, dopo la quota di 1800 m, la salamandra pezzata; alcuni di questi anfibi urodeli popolano diverse grotte della regione.
Anticamente
vi era presso i boschi dell'Appennino ligure una massiccia presenza
del lupo appenninico, specie animale che ha subito nel corso degli
ultimi secoli moderni una quasi scomparsa fino ad una ripresa della
specie in seguito a progetti di ripopolamento avviati verso la fine
del XX secolo. Numerose sono invece le famiglie di cinghiali che
talvolta si spingono, per la ricerca di cibo, nei centri abitati:
nella stessa Genova più volte i media televisivi o i quotidiani
locali ne hanno testimoniato con foto e video la loro presenza lungo
i greti dei principali torrenti o a ridosso delle abitazioni. Una
situazione di sovrappopolazione che ha pure scatenato polemiche e
proteste in alcune zone della regione, con mirate richieste
d'intervento ai principali enti regionali e provinciali, per i danni
che questi animali sconfinando dal bosco alle proprietà private
causano alle recinzioni e alle coltivazioni ortofrutticole.
PRINCIPALI CITTA'
Le province della regione sono:
-
Genova
-
La Spezia
-
Imperia
-
Savona
La
Liguria è una regione che attira ogni anno moltissimi turisti. In
estate offre spiagge
con sabbia fine alternate a tratti di costa rocciosi, con scogli e
strapiombi. Chi però volesse fare qualcosa di alternativo e
desiderasse visitare qualche città d’arte, può ugualmente
prenotare una vacanza in questa regione, per visitare località
affascinanti e piene di attrazioni o attività culturali da svolgere.
Genova
Tra
le architetture più interessanti della città di Genova c’è la
Cattedrale di San Lorenzo,
un complesso di strutture costruito sui resti di una chiesa
primitiva, risalente al IX secolo; l’edificio è stato più volte
ristrutturato e trasformato nell’aspetto e oggi conserva opere
d’arte di alcuni importanti artisti italiani, come Castello,
Sansovino, Civitali e De Ferrari.
Gli
amanti delle biblioteche possono visitare la Biblioteca
Civica V. Berio,
mentre chi preferisce i musei può scegliere tra i Musei
di strada nuova,
con un percorso espositivo dichiarato patrimonio dell’umanità
dall’Unesco, il Museo
Civico di Storia Naturale Giacomo Doria,
con numerose raccolte e collezioni di prestigio, e il Museo
del Mare Galata,
con un percorso multimediale interattivo guidato in un antico
edificio della zona del porto.
La Spezia
Anche
La Spezia ospita
tante architetture interessanti e mostre a tema particolarmente
curate.
Per sapere quali sono gli eventi organizzati nelle varie parti
dell’anno è possibile informarsi online o chiedere direttamente
agli uffici competenti.
Chi
vuole andare sul sicuro può invece visitare uno dei numerosi musei:
il Museo
del Castello,
con raccolte naturalistiche, reperti archeologici e collezioni
etnografiche, il Museo
Tecnico Navale,
con testimonianze e pezzi unici che documentano la storia navale e le
tradizionali tecniche di navigazione, il Museo
Passatempo,
con esposizioni di veicoli e oggetti d’epoca, per rivivere in
maniera divertente la storia italiana del Novecento.
Ventimiglia
Ventimiglia
offre attrazioni più varie e può soddisfare gli interessi di
qualsiasi turista. Chi vuole visitare un museo può passare per il
Museo
Civico Archeologico Girolamo Rossi,
per molti il più completo museo archeologico ligure; gli amanti
della natura devono passare almeno qualche ora nei Giardini
Botanici Hanbury,
nati circa 150 anni fa e diventati il più grande giardino botanico
per l’acclimatazione delle piante esotiche nel nostro Paese; per
vedere i reperti direttamente negli scavi, si può fare un giro per
l’Area
Archeologica di Albintimilium,
con resti di un antico teatro romano, delle terme, delle ville con
pavimenti a mosaico, delle mura della città e dell’acquedotto
della zona.
Una menzione speciale per le
famosissime Cinque Terre: sono un frastagliato
tratto di costa della Riviera ligure di levante (Riviera spezzina)
situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e
Punta di Montenero, nel quale si trovano cinque borghi o, come si
diceva anticamente, terre, qui elencati da ovest verso est:
Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.
Dal 1997 fanno parte della lista dei
Patrimoni dell'umanità dell'Unesco.
Monterosso è la più occidentale e la
più popolosa delle Cinque Terre. La sua posizione geografica ne fa
il borgo più strategico dei cinque: infatti Monterosso sorge ai
piedi del crinale su cui convergono le tre direzioni stradali
principali del comprensorio: la S.P. 36 dalla Val di Vara (che
collega con l'Aurelia), la statale Litoranea e la S.P. 43 (da Levanto
alla Litoranea).
Monterosso è ubicato al centro di un
piccolo golfo naturale, protetto da una modesta scogliera
artificiale. Ad ovest del paese, al di là del Colle dei Cappuccini,
si trova l'abitato di Fegina, naturale espansione turistica e
balneare del piccolo borgo originario, dove è ubicata la stazione
ferroviaria e dove si trovano spiagge di ghiaia sottile. Rispetto
agli altri borghi marinari che costituiscono le Cinque Terre, a
Monterosso si trovano le spiagge relativamente più estese, in virtù
dell'ampiezza del golfo su cui si affaccia il paese.
Procedendo da ovest
verso est, dopo Monterosso al Mare si trova Vernazza. Il borgo sorge
su un piccolo promontorio che si inserisce nel mare, raggiungibile
con una strada che scende dalla S.S. "Litoranea".
Si ritiene che il
nome derivi dall'aggettivo latino "verna",
ossia "del luogo", "indigeno", ma è plausibile
anche che possa essere legato al più celebre prodotto locale: il
vino denominato "Vernaccia". Secondo altri la derivazione
sarebbe da attribuire al prediale latino (Gens)
Vulnetia, che designerebbe una famiglia
proprietaria di fondi.
Il suo porticciolo garantisce un
sicuro approdo, sin dai tempi delle Repubbliche marinare, in
un'insenatura naturale che permette l'attracco di mezzi natanti e
rende ancora più caratteristico e suggestivo quello che è
considerato uno dei borghi più belli d'Italia
Corniglia è in posizione centrale
rispetto agli altri abitati delle Cinque Terre, situata ad est del
capoluogo comunale di Vernazza e di Monterosso, e ad ovest di
Manarola e Riomaggiore.
Si differenzia dagli altri paesi delle
Cinque Terre in quanto è l'unico borgo che non si affaccia
direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto
circa cento metri, circondato da vigneti posti su caratteristici
terrazzamenti a fasce, tranne sul lato che guarda verso il mare.
Per raggiungere Corniglia è
necessario salire una lunga scalinata detta Lardarina,
costituita da 33 rampe con 382 gradini, oppure percorrere la strada
che la collega alla stazione ferroviaria. Inoltre Corniglia è unita
a Vernazza da una suggestiva passeggiata posta a mezza costa fra la
vetta e il mare.
Manarola nasce
dallo spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara si mossero
verso il mare per sfruttarne le risorse. Il suo nome deriva, forse,
dal latino Manium arula,
che significa "piccolo tempio dedicato ai Mani".
Posto su un promontorio in alto
rispetto al mare, il paese si sviluppa nella gola che scende verso il
mare, chiusa tra due speroni rocciosi, ospitando un piccolo approdo.
Fra i cinque borghi è il più piccolo dopo Corniglia.
Il borgo sorge nel tratto terminale
della valle del torrente Groppo. Le abitazioni si affacciano una
ridosso all'altra sulla via principale, sorta in seguito alla
copertura del corso d'acqua e chiamata perciò dagli abitanti U
Canâ (il Canale).
Riomaggiore, è la
più orientale delle Cinque Terre. Il centro storico, il cui nucleo
originario risale al XIII secolo, è situato nella valle del torrente
Rio Maggiore, l'antico Rivus Major
dal quale il borgo prende il nome.
L'abitato è
composto da diversi ordini paralleli di case torri genovesi che
seguono il ripido corso del torrente. Il nuovo quartiere della
Stazione, così chiamato in quanto sviluppatosi a partire dalla
seconda metà del XIX secolo con l'arrivo della ferrovia, è situato
invece nell'adiacente valle del torrente Rio Finale (Rufinàu),
così denominato in quanto segnava un tempo il confine tra le terre
di Riomaggiore e quelle di Manarola (Manaèa).
Le due vallate su cui si estende
l'abitato sono separate dalla ripida costa di Campiòne (Canpiòn).
La valle del Rio Maggiore è sormontata dal Monte Verugola (Verügua)
le cui tre cime, raffigurate nello stemma comunale, rappresentano da
sempre il simbolo del borgo.
FOLKLORE
Eternamente
bersagliata da scorribande marittime e influssi terrestri, la Liguria
ha subito molte e diverse influenze, alcune delle quali permangono
nel folclore locale. In questa regione si è inoltre creata una lieve
separazione tra la costa e l'entroterra, la prima rappresentata dalle
località della Riviera e il secondo dalla regione Lunigiana.
Festa della Primavera
Da ormai quasi 30 anni, a Santa Margherita Ligure, sulla spiaggia di Ghiaia, il 19 marzo si preparano frittelle di tutti i tipi, con il pesce, con le mele, l'erba cipollina, frittelle dolci etc.., e vengono distribuite a tutti i passanti, per tutto il giorno. All'imbrunire, poi, si accende un poderoso fuoco, sul quale vengono appesi due pupazzi. Il rogo simboleggia la fine dell'inverno e porge un benvenuto alla bella stagione entrante. Questa festa, legata al ciclo stagionale, ricorda agli antichi riti agricoli e marittimi, effettuati per propiziarsi una buona stagione estiva.
Il ballo della morte
La terza domenica di luglio, quella successiva alla Santa Maddalena del Bosco (22 luglio), vicino Imperia, ad Arma di Taggia, ancora oggi si rievoca un antico e misterioso rituale. In questa notte, gli affiliati della congregazione fondata per onorare Santa Maddalena, nel 1716, partono alla volta di un eremo nascosto nei boschi. Giunti al casolare, dopo alcune ore in groppa ai muli, vi trascorrono la notte, tra canti e balli. Prima di tornare al paese, poi, due affiliati, innamorati, eseguono il cosiddetto "ballo della morte" che si svolge così: dopo che la ragazza fingendo un mancamento è caduta al suolo, viene rianimata dal giovane con un mazzetto di lavanda, e quindi i due ballano sfrenatamente insieme cantando il motto della congregazione "Comedamus et bibamus, cras enim morietur" ossia "mangiamo e beviamo insieme, poiché un giorno moriremo". Questo culto, oggi assorbito dalla liturgia cattolica, mantiene chiari elementi bacchici.
Sagra della lavanda
L'ultima domenica di luglio, nei presi d'Imperia, un'altra festa celebra la fioritura della lavanda. Questa pianta, che cresce in abbondanza lungo la strada per Pietrabruna, inonda l'aria con il suo penetrante profumo, conducendo il passante verso il piccolo eremo dimenticato dal tempo. In questo giorno, le ragazze vendono per strada un intenso olio odoroso e regalano ai passanti, avventuratisi in questo angolo atemporale, piccoli mazzi dai fiorellini lilla.
Notte brava
Il sabato precedente la notte di San Lorenzo, si trascorre a Vallebona nel più festoso dei modi, tra canti, balli, bevute e mangiate in compagnia. In ogni strada del paese compare un banco da cui è possibile ricevere cibi locali e vino ligure, nel clima tipico della festa. Questa è anche la notte in cui si regalano le "bugie", che non sono le amare delusioni, ma deliziosi dolcetti tipici, e gli ottimi fagottini di fiori di zucca ripieni di verdure e carne.
Sagra della carpasina
Il giorno della festa di Sant'Antonio (2 settembre), patrono di Carpasio, in questo paese si tiene la sagra della "carpasina". Questo è un pane speciale di forma rettangolare, fatto con farina d'orzo integrale e lievito naturale, ottimo e duraturo, che viene distribuito gratuitamente in questo giorno. Immerso nell'acqua tiepida e condito con pomodoro fresco, basilico, acciughe e olio d'oliva, viene consumato in grandi quantità.
Il 2 settembre vengono anche preparati altri piatti speciali quali "le cime alla carpasina" ed i ravioli con la bietola. Tutti i pasti sono inoltre annaffiati dall'ottimo Dolcetto locale e coronano la giornata in cui la statua di Sant'Antonio viene portata in processione nel paese, prima di aprire le danze ed i giochi del pomeriggio.
Festa della Primavera
Da ormai quasi 30 anni, a Santa Margherita Ligure, sulla spiaggia di Ghiaia, il 19 marzo si preparano frittelle di tutti i tipi, con il pesce, con le mele, l'erba cipollina, frittelle dolci etc.., e vengono distribuite a tutti i passanti, per tutto il giorno. All'imbrunire, poi, si accende un poderoso fuoco, sul quale vengono appesi due pupazzi. Il rogo simboleggia la fine dell'inverno e porge un benvenuto alla bella stagione entrante. Questa festa, legata al ciclo stagionale, ricorda agli antichi riti agricoli e marittimi, effettuati per propiziarsi una buona stagione estiva.
Il ballo della morte
La terza domenica di luglio, quella successiva alla Santa Maddalena del Bosco (22 luglio), vicino Imperia, ad Arma di Taggia, ancora oggi si rievoca un antico e misterioso rituale. In questa notte, gli affiliati della congregazione fondata per onorare Santa Maddalena, nel 1716, partono alla volta di un eremo nascosto nei boschi. Giunti al casolare, dopo alcune ore in groppa ai muli, vi trascorrono la notte, tra canti e balli. Prima di tornare al paese, poi, due affiliati, innamorati, eseguono il cosiddetto "ballo della morte" che si svolge così: dopo che la ragazza fingendo un mancamento è caduta al suolo, viene rianimata dal giovane con un mazzetto di lavanda, e quindi i due ballano sfrenatamente insieme cantando il motto della congregazione "Comedamus et bibamus, cras enim morietur" ossia "mangiamo e beviamo insieme, poiché un giorno moriremo". Questo culto, oggi assorbito dalla liturgia cattolica, mantiene chiari elementi bacchici.
Sagra della lavanda
L'ultima domenica di luglio, nei presi d'Imperia, un'altra festa celebra la fioritura della lavanda. Questa pianta, che cresce in abbondanza lungo la strada per Pietrabruna, inonda l'aria con il suo penetrante profumo, conducendo il passante verso il piccolo eremo dimenticato dal tempo. In questo giorno, le ragazze vendono per strada un intenso olio odoroso e regalano ai passanti, avventuratisi in questo angolo atemporale, piccoli mazzi dai fiorellini lilla.
Notte brava
Il sabato precedente la notte di San Lorenzo, si trascorre a Vallebona nel più festoso dei modi, tra canti, balli, bevute e mangiate in compagnia. In ogni strada del paese compare un banco da cui è possibile ricevere cibi locali e vino ligure, nel clima tipico della festa. Questa è anche la notte in cui si regalano le "bugie", che non sono le amare delusioni, ma deliziosi dolcetti tipici, e gli ottimi fagottini di fiori di zucca ripieni di verdure e carne.
Sagra della carpasina
Il giorno della festa di Sant'Antonio (2 settembre), patrono di Carpasio, in questo paese si tiene la sagra della "carpasina". Questo è un pane speciale di forma rettangolare, fatto con farina d'orzo integrale e lievito naturale, ottimo e duraturo, che viene distribuito gratuitamente in questo giorno. Immerso nell'acqua tiepida e condito con pomodoro fresco, basilico, acciughe e olio d'oliva, viene consumato in grandi quantità.
Il 2 settembre vengono anche preparati altri piatti speciali quali "le cime alla carpasina" ed i ravioli con la bietola. Tutti i pasti sono inoltre annaffiati dall'ottimo Dolcetto locale e coronano la giornata in cui la statua di Sant'Antonio viene portata in processione nel paese, prima di aprire le danze ed i giochi del pomeriggio.
Palio
del Golfo
Ogni
prima domenica d'agosto (fin dal 1925) a La Spezia viene organizzato
il celebre "Palio del Golfo" (la corsa del golfo di La
Spezia). E' la cosiddetta gara tra barche ed viene promossa ogni
anno per la manifestazione della Festa del Mare.
Gareggiano
tredici barche provenienti da differenti frazioni. Ognuna ha il suo
proprio numero: Portovenere (1), Le Grazie (2), Fezzano (3), Cadimare
(4), C.R.D.D.-La Spezia (5), Canaletto (6), Fossamastra (7), Muggiano
(8), San Terenzo (9), Lerici (10), Tellaro (11), Venere Azzurra (12),
Marola (13).
La
gara è lunga 2 km in lunghezza e di solito ci vogliono circa 10
minuti per finirla. Di solito, il giorno antecedente alla gara, viene
organizzata anche una parata in maschera con tutte i rioni a prender
parte. Il golfo, durante questi giorni, entra in una dimensione
allegra e di festa e potete incontrare tantissime persone che
arrivano per godersi questo tradizionale evento!
Sanremo
in Fiore
Sanremo
in Fiore è una famosa festività celebrata in questa meravigliosa
città della Liguria. Si tenne per la prima volta nel gennaio de 1904
sotto il nome di Celebrazione della Dea Flora. Viene organizzata come
una grandissima parata dove passano i carri tutti decorati con fiori
freschi.
Dopo
la guerra, la celebrazione cambiò il suo nome in "Italia in
Fiore". La parata è accompagnata da vari gruppi di musicisti e
gruppi folcloristici. E' interessante notare come le preparazioni per
questa manifestazione durano qualche mese e tutto finisce in una sola
notte, proprio per mantenere freschi i fiori! E' assolutamente da
vedere!
Iscriviti a:
Post (Atom)