Visualizzazione post con etichetta Lombardia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lombardia. Mostra tutti i post

domenica 7 gennaio 2018

Lombardia




ECCO LE INFORMAZIONI PER LA TUA RICERCA

FOLKLORE


IL RITO AMBROSIANO

Il rito Ambrosiano, in vigore in periodo addirittura precedente S.Ambrogio, che comunque ebbe il merito di rivederlo profondamente, fa si che la Chiesa Milanese abbia una liturgia diversa da quella romana. Nella Diocesi di Milano l'Avvento inizia l'11 novembre e dura sei settimane (nel rito romano inizia il 26 novembre e dura 4 settimane). La Quaresima poi non inizia il mercoledì delle Ceneri ma la domenica dopo. Altre differenze tra il rito ambrosiano e quello romano si riscontrano nei colori dei paramenti sacri, nella celebrazione della Messa, nella somministrazione dei Sacramenti.

FIERA DEGLI "O BEI! O BEI!"

La festa di Sant'Ambrogio racchiude in sé manifestazioni a carattere religioso, popolare, culturale e rappresenta un evento significativo per Milano. Ogni anno i milanesi ricordano il loro patrono, recandosi alla Messa, celebrata dall'Arcivescovo, nella basilica dedicata al Santo, seguendo un rituale che è rimasto costante nel tempo. La città, attraverso i suoi rappresentanti ufficiali e quelli delle categorie economiche e produttive, rende omaggio al Patrono. A partire dal 1866 nelle vie attorno alla Basilica si tiene la Fiera degli "Oh bei, oh bei", manifestazione popolare particolarmente cara ai milanesi. La festa ha origini antiche e risale al 1288, periodo in cui essa si svolgeva nei pressi di Santa Maria Maggiore. La manifestazione ha luogo dal 7 all'8 dicembre ed è famosa per la presenza di numerose bancarelle ricche di colori e profumi, che creano un'atmosfera davvero suggestiva. Vi si può trovare una grande quantità di giocattoli, dolci tipici , oggetti d'antiquariato ed ogni sorta di cianfrusaglie. Per i bambini la fiera è come il "paese dei balocchi" ed è l'occasione giusta per farsi viziare da nonni e genitori.... anche in vista del Natale ormai vicino. Nello stesso giorno il Teatro alla Scala apre la sua stagione operistica.

IL CARNEVALE AMBROSIANO E LE MASCHERE

Proprio per merito del Rito Ambrosiano, mentre tutto il resto dell'Italia ha già finito di festeggiare, il carnevale arriva a Milano. Meneghino e Cecca: le maschere milanesi Meneghino, è la maschera di Milano, compare sullo scorcio del Seicento come personaggio nelle commedie dialettali di Carlo Maria Maggi. Porta il tricorno, un cappello con tre punte, la parrucca con un codino, la giacca lunga rossiccia e marrone, i calzoni in cima al ginocchio verdi e in fondo le calze a righe rosse e bianche. Sotto la giacca indossa una camicia gialla con ai bordi del pizzo e un fazzoletto intorno al collo. Le scarpe sono marroni, della forma di una volta, con fibbia davanti. In mano porta un ombrellino rosa. Il suo vero nome è Domenico, mentre il diminutivo è "Domeneghin". Chi è Meneghino? E' lo zotico servo domenicale (donde il nome), dotato della saggezza popolare fatta di luoghi comuni, credulone, devoto ai padroni, tutto sommato simpatico e generoso, che ricorda in chiave moderna certi personaggi portati sullo schermo da Renato Pozzetto. Più tardi venne affiancato dalla "Cecca" e in coppia venivano effigiati fino a mezzo secolo fa quale portafortuna per le case milanesi. Personifica la maschera milanese che risponde, sempre pronto, alle domande spiritose.

FESTA DEI NAVIGLI

Prima domenica di giugno
È una grande festa popolare. Lungo i navigli illuminati si allestiscono bancarelle commerci di ogni genere, cose nuove e vecchie, artigianato e dolci. Molte le animazioni: musica, canzoni, spettacoli folk, giochi, fuochi d'artificio, gare sportive (caratteristica quella del nuoto pinnato, da abbiategrasso a milano).


CORTEO DE MAGI

Epifania
L'antica basilica di S. Eustorgio conserva un grande sarcofago con le reliquie dei Re Magi, di recente restituite dalla Cattedrale de Colonia, dove erano state portate da Federico Barbarossa dopo il sacco di Milano del 1162. riprendendo un uso attestato nel Trecento, la mattina dell'Epifania un corteo in costume guidato dai Magi a cavallo, accompagnati anche da cammelli ed elefanti, parte da piazza Duomo e raggiunge S. Eustorgio per compiere l'offerta dei doni.


SAGRA DEL CARROCCIO

Legnano
Ultima domenica di maggio
La complessa e festosa cerimonia commemora la battaglia avvenuta a legnano il 29 maggio 1176, in cui i Comuni della Lega Lombarda inflissero la sconfitta definitiva all'esercito del Barbarossa. A Milano la vigilia si svolge la prima fase delle celebrazioni, costituita da una sfilata dei rappresentanti delle otto contrade di Legnano e delle sei antiche porte di Milano. Il giorno dopo, la domenica mattina, a Legnano si aprono le celebrazioni con una messa solenne sull'altare eretto sul Carroccio, che è trainato da tre coppie di buoi bianchi ed è sormontato dalla Croce di Ariberto e dalla Martinella, una capanna che serviva da richiamo per i combattenti. La conclusione della festa è rappresentata dalla Corsa del palio, disputata nello stadio da otto cavalli, uno per ogni contrada, cavalcati senza sella dai fantini. La contrada vincente riceve in consegna la Croce di Ariberto e la conserva nella propria chiesa fino all'anno successivo.


AUTUNNO CIARLASCO

Lacchiarella
Dalla fine di settembre alla metà di ottobre
La manifestazione prevede varie iniziative e giochi come la corsa della borleura. Lo spettacolo più caratteristico è però la corsa dell'oca: i sette cantoni cittadini mettono in gara un'oca aggiogata a un carretto, che conducono con le redini lungo un percorso prestabilito.


FESTA DEL SANTO CHIODO

Monza
Seconda domenica di settembre
Secondo la tradizione, con un chiodo della croce di Cristo venne forgiata la celebre "corona ferrea" -custodita nella cappella di Teodolinda- con la quale si incoronavano i re d'Italia (Napoleone nel 1805 la cinse da sé). La corona viene portata in processione e poi rimane esposta nel duomo sino ai vespri.





FLORA E FAUNA


La Lombardia, soprattutto nella bassa pianura, è una delle regioni italiane che più ha trasformato l’ambiente naturale e sostituito ormai da secoli l’originaria foresta di latifoglie (querce, tigli, olmi) con specie coltivate; nell’alta pianura invece vaste aree sono tuttora ricoperte da brughiere, con robinie, pini silvestri e varie specie erbacee e arbustive. Meglio conservata è la fascia alpina, che è coperta da bei boschi di pini e abeti. Infine la mitezza climatica delle sponde dei grandi laghi prealpini consente la crescita di specie arboree addirittura mediterranee, come l’olivo e i limoni, nonché splendide fioriture di camelie, oleandri, lecci.

Ormai poverissima è la fauna, anche se occorre fare una distinzione tra zona di pianura, dove la fauna naturale si può dire assente, e zona di montagna, meno impoverita (marmotte, scoiattoli, rare colonie di stambecchi, lepri e galli cedroni). Nelle zone protette, come il Parco del Ticino, vi sono numerose specie di uccelli, anche rari.

La Lombardia ha istituito molti parchi regionali (il più importante, quello del Ticino, condiviso con il Piemonte, si estende per circa 90.000 ettari) e include una vasta sezione del Parco nazionale dello Stelvio; le aree protette da parchi e riserve occupano circa il 6% della superficie regionale.
PRINCIPALI CITTA'

Capoluogo e provincie

  • Milano
  • Bergamo
  • Brescia
  • Como
  • Cremona
  • Lecco
  • Lodi
  • Mantova
  • Monza
  • Pavia
  • Sondrio
  • Varese

Bergamo

Il centro storico di Bergamo, ancora interamente cinto dalle mura venete, appare come una città medievale. Sono presenti numerosi monumenti di tale epoca tra i quali spiccano la Torre Civica, il Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore, splendido esempio di tardo romanico lombardo. Si trovano inoltre notevoli testimonianze di epoche successive: il gotico battistero opera Giovanni da Campione, il rinascimentale Duomo di Bergamo e soprattutto la quattrocentesca Cappella Colleoni, dell'architetto Giovanni Antonio Amadeo. Le numerose testimonianze storico-artistiche unite ad un impianto urbanistico scarsamente alterato fanno di Bergamo una delle principali città d'arte lombarde

Brescia

Brescia è una città d'arte con un cospicuo patrimonio storico-artistico e un interessante patrimonio archeologico. L'antica Brixia fu importante città Romana e presenta oggi il più rilevante complesso di edifici pubblici d'epoca romana di tutta l'Italia settentrionale, con il Capitolium, il foro e il teatro.

Fu poi centro Longobardo (sede di uno dei principali ducati), di cui restano ampie testimonianze all'interno del Monastero di Santa Giulia, il cui complesso (assieme alla vicina zona monumentale del foro romano e al Palazzo Maggi Gambara) fa parte del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere, patrimonio mondiale dell'umanità. All'interno dell'ex complesso monastico è ospitato il principale museo della città, sede di mostre di livello internazionale.

Brescia presenta numerose chiese di notevole valore artistico, che spaziano dal Medioevo al XIX secolo, tra le quali il Duomo Vecchio (uno dei più importanti esempi di rotonda romanica in Italia) e il Duomo Nuovo, la Chiesa di San Faustino in Riposo, la barocca Chiesa di Santa Maria della Carità e le rinascimentali chiese di Santa Maria dei Miracoli e di San Giuseppe (contenente l'organo antico più grande del mondo, opera degli Antegnati). Di pregevole fattura sono anche i diversi palazzi che punteggiano il centro storico, tra i quali il Broletto, il Palazzo Martinengo da Barco (che ospita al suo interno la Pinacoteca Tosio Martinengo), i Monti di Pietà vecchio e nuovo (le cui facciate, impreziosite da lapidi di epoca romana, rappresentano il più antico museo lapidario esistente in Italia) e il Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino (sotto al quale si trova una straordinaria stratificazione archeologica). Da segnalare inoltre la rinascimentale Piazza della Loggia, il castello che domina la città, la razionalista Piazza della Vittoria (progettata dall‘architetto Marcello Piacentini e dominata dal Torrione, il primo grattacielo costruito in Italia) e il neoclassico Vantiniano (il primo cimitero monumentale costruito in Italia)

Como

Il capoluogo lariano è la città del lago, della seta, di Plinio il Giovane, di Alessandro Volta, di Giuseppe Terragni e Antonio Sant'Elia. Fu importante comune medievale e rivaleggiò a lungo con Milano. A testimonianza di quell'epoca restano le Mura di Como, il Castel Baradello (del quale sopravvive la torre e poco altro) e diverse chiese romaniche, tra le quali spicca la Basilica di Sant'Abbondio. Sempre di epoca medievale sono il Broletto e l'adiacente Duomo con la cupola di Filippo Juvara, una delle principali cattedrali gotiche dell'Alta Italia. Anche la storia più recente ha lasciato significative testimonianze, come i monumenti del Razionalismo italiano (Casa del Fascio, Monumento ai caduti, Novocomum), la neoclassica Villa Olmo e il Tempio Voltiano (museo dedicato ad Alessandro Volta). Inoltre Como, adagiata all'estremità sud-occidentale dell'omonimo lago, costituisce il punto di partenza ideale per visitare il lago ed è essa stessa località paesaggisticamente notevole.

Mantova

Cinta su tre lati dai laghi artificiali del Mincio, i tre specchi d'acqua donano a Mantova una caratteristica del tutto particolare, facendola apparire come una città che sorge dalle acque. Queste suggestioni unite a numerose testimonianze storico-artistiche fanno di Mantova un centro di notevole interesse. Già colonia etrusca e cittadina romana, Mantova fu centro altomedievale legato ai Canossa e florido comune. Al periodo comunale risalgono diversi monumenti significativi, tra i quali la Rotonda di San Lorenzo e i palazzi della Ragione e del Podestà, che affacciano assieme ad altri edifici storici su Piazza delle Erbe e Piazza Broletto, che hanno conservato l'originario impianto medievale. Romanico era il Duomo, poi ampiamente modificato nei secoli successivi. La città tuttavia conobbe il suo periodo di massimo splendore in epoca rinascimentale: sotto la signoria dei Gonzaga Mantova divenne uno dei principali centri del Rinascimento italiano ed europeo. Principali testimonianze di quest'epoca sono il Palazzo Ducale con il Castello di San Giorgio e la nota Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna, la Basilica di Sant'Andrea progettata da Leon Battista Alberti e Palazzo Te, luogo di svago dei Gonzaga, edificato e decorato da Giulio Romano. Città d'arte di prima grandezza, l'intero centro storico di Mantova è patrimonio mondiale dell'umanità.

Milano

A volte identificata solamente come città degli affari, della moda e della movida, Milano conserva invece un patrimonio artistico unico quanto in parte poco noto. Milano fu città romana tanto importante da divenire, nel IV secolo, capitale imperiale. A questo periodo e alla Tarda antichità risalgono i resti della Milano romana e diverse chiese paleocristiane. Ancora più sostanzioso è il patrimonio artistico medievale: Milano fu centro propulsivo del Romanico lombardo e a quest'epoca risalgono diversi monumenti, per quanto le successive evoluzioni della città abbiano eliminato il tessuto urbano medievale. Tra le chiese spiccano Sant'Ambrogio, modello del Romanico Lombardo e il famoso Duomo, caso unico in Italia di applicazione del Gotico Internazionale. In seguito Milano divenne uno dei più importanti centri del Rinascimento e vi soggiornarono e lasciarono tracce molti dei principali artisti del tempo. Tra le testimonianze dell'epoca si possono ricordare Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano[31], il Castello Sforzesco, la cappella Portinari e la Chiesa di San Maurizio. Ancora maggiore il patrimonio risalente ai secoli successivi: moltissimi i Palazzi e le Chiese dal Barocco al neoclassico, come il noto Teatro alla Scala e la vicina Chiesa di San Fedele, fino ad arrivare alle opere contemporanee come la Stazione centrale. Completano il patrimonio storico-artistico di Milano numerosi Musei di assoluto valore come la Pinacoteca di Brera e opere di interesse storico e ingegneristico quali i navigli.
TERRITORIO

Risultati immagini per LOMBARDIA territorio


La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura (che rappresenta circa il 47,1% del territorio) e le zone montuose (che ne rappresentano il 40,5%). Il restante 12,4% della regione è collinare. Sotto l'aspetto morfologico la regione viene divisa in quattro parti: una strettamente alpina, una montuosa o collinare, una pianeggiante o poco mossa suddivisa in Alta e Bassa pianura ed in fine la zona a sud del fiume Po. La regione è attraversata da decine di fiumi (tra cui il fiume più grande d'Italia) ed è bagnata da centinaia di laghi di origine naturale ed artificiale.

Le Alpi lombarde, meno aspre di quelle del Piemonte e della Valle d'Aosta, sono solcate da ampie valli (a cominciare dalla Valtellina - che è la più lunga e importante valle longitudinale di tutto il sistema alpino italiano - e dalla Valcamonica); quasi tutte queste valli sono percorse da alcuni affluenti di sinistra del Po e conducono a valichi nel complesso abbastanza agevoli, malgrado si trovino a quote elevate. Uno dei passi internazionali più importanti è quello dello Spluga (2118 m), al confine con la Svizzera; si ricordano poi i non lontani passi del Maloja (1815 m) e del Bernina (2323 m), che si trovano invece in territorio svizzero. Tra i valichi nazionali, i principali sono quelli dello Stelvio (2759 m) e del Tonale (1883 m), che collegano la Lombardia con il Trentino-Alto Adige. Questi valichi hanno sempre avuto grande importanza nello sviluppo della regione, poiché ne hanno facilitato le comunicazioni, sia regionali sia internazionali.

Le Prealpi lombarde si estendono ininterrottamente dal lago Maggiore al lago di Garda. Le loro cime sono meno elevate di quelle alpine e si presentano in genere con vette rupestri e con pendici rivestite da pascoli e boschi; tuttavia non mancano erti massicci calcarei, quali le Grigne (che raggiungono i 2410 m), il monte Resegone (1875 m), entrambi in prossimità del lago di Como e, più a est, il Pizzo della Presolana (2521 m). La fascia delle Prealpi e delle colline digrada man mano verso sud nella pianura Padana. La loro formazione si deve ai depositi morenici lasciati dai ghiacciai pleistocenici che sormontavano la pianura. Questa in Lombardia (come nei vicini Piemonte, a ovest, e Veneto, a est) si distingue nettamente in una sezione settentrionale, l'alta pianura - formata da terreni porosi nei quali l'acqua piovana s'infiltra facilmente, e che quindi è piuttosto arida, con scarsa vegetazione, poco adatta all'agricoltura - e in una fascia meridionale, la bassa pianura, più vicina al corso del Po, alluvionale, dai suoli poco permeabili e dunque ricca di acque di superficie, verdeggiante, fertile e intensamente coltivata. Una linea morfologica piuttosto netta, la linea che collega le risorgive o i fontanili - ovvero i punti in cui le acque sotterranee, incontrando lo strato di terra impermeabile, sono costrette a risalire in superficie - segna il confine tra alta e bassa pianura.

La Lombardia è probabilmente la regione italiana più ricca di acque di superficie. Dalle Alpi e dalle Prealpi scendono a solcare il territorio numerosi fiumi, affluenti e subaffluenti del Po. Tra i principali, oltre ai già ricordati Ticino (è il settimo fiume d'Italia per sviluppo, 248 km di lunghezza, e per superficie del bacino, 7228 km2) e Mincio (194 km), si annoverano l'Adda (il quarto fiume d'Italia per lunghezza: 313 km), arricchito dal Brembo e dal Serio, e l'Oglio (quinto fiume d'Italia: 280 km), cui tributano il Mella e il Chiese. Alimentati dalle precipitazioni nevose e piovose, i fiumi lombardi hanno portate consistenti e regimi relativamente costanti. L'abbondanza di acque è sempre stata un fattore determinante nell'economia regionale, grazie anche alla fitta rete di canali, alcuni dei quali navigabili, realizzati soprattutto per regolamentare le acque fluviali e irrigare le coltivazioni. Tra i principali si ricordano il Naviglio Grande e il Naviglio della Martesana, che collegano rispettivamente il Ticino e l'Adda con Milano, e il Canale Villoresi, che raccorda i due fiumi.

La nota più caratteristica del sistema idrografico lombardo è rappresentata peraltro dai laghi prealpini, dalla tipica forma allungata in direzione nord-sud: furono infatti scavati dalle fiumane di ghiaccio, che al loro ritiro, circa 15.000 anni fa, lasciarono i solchi che furono poi occupati dalle acque. I principali laghi lombardi sono, da ovest a est, il lago Maggiore o Verbano (è il secondo lago d'Italia: 212 km2 di superficie), il lago di Lugano o Ceresio (50,5 km2, in parte in territorio svizzero), collegato al lago Maggiore dal breve fiume Tresa, il lago di Como o Lario (terzo lago d'Italia: 145,9 km2), il lago d'Iseo o Sebino (65,3 km2) e il lago di Garda o Benaco, il più esteso d'Italia (370 km2). Solo i laghi di Como e d'Iseo sono però interamente in territorio lombardo. I principali laghi sono alimentati da importanti affluenti alpini del Po, che ne sono sia immissari sia emissari: il Ticino, emissario del lago Maggiore, l'Adda, emissario del lago di Como, il Sarca e il Mincio, rispettivamente immissario ed emissario del lago di Garda. Oltre ai laghi prealpini, vi sono, nella Lombardia occidentale, vari laghi minori, sempre di origine glaciale, ma più propriamente formatisi in seguito all'accumulo di depositi morenici: il più esteso è il lago di Varese, situato tra le colline del Varesotto